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Dove Siamo...... (posizione geografica, economia e storia di bronte) |
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COMUNE
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IL centro abitato si adagia sulle falde nord-occidentali dell'Etna sopra un ripido pendio dominando, dai 794 metri di quota, l'ampia valle del simeto e la parte centro-meridionale dei Monti Nebrodi. E' raggiungibile da Randazzo attraverso la strada statale n. 284 passante per Maletto ( 18 Km ), da Cesarò attraverso la nazionale n. 120 e l'apposita provinciale che a questa si annesta ( 17 km ), da Adrano attraverso la statale n. 284 ( 16 Km ). Tra i comuni del parco Bronte puo vantare alcuni primati, in parte escusivi, in parte condivisi con Randazzo. E' in assoluto il centro più popoloso ( circa 20.000 abitanti, detti brontesi ), è anche il comunecol territorio più vasto ( 25.001 ettari per il versante dei Nebrodi e circa 10.200 ettari per il versante dell'Etna ). Confina ad est con Randazzo e Maletto, a sud-est con Adrano, ad ovest con Troina e Cesarò, a nord con Longi e Tortorici. La quota maggiore e la stessa dell'Etna ( 3.300 m ), quella minore di circa 400 metri, raggiunto lungo il corso del Simeto. La punta massima invece sui Nebrodi è invece Serra del Re 81.754 m ), la vetta più alta di tutta la catena dopo Monte Soro ( 1.874 m ). L'economia è quella tipica delle zone montane e si basa in prevalenza sull'agricoltura ( Pistacchio,mandorlo, ulivo, vite, pero e melo )e sulla zootecnica transumante (bovini, ovini, equini ). Sebbene di origine anticha Bronte si è sviluppato sopratutto a partire dalla seconda metà del XVI sec, e pertanto si l'architettura, sia la struttura urbanistica sono improntate allo stile rinascimentale di importazione con elementi autoctoni. I quartieri più antichi, di aspetto medioevale, si trovano nella parte bassa dell'abitato e sono raccolti attorno alla Chiesa Madre, alla Chiesa dell'Annunziata alla Chiesa del Soccorso. Il Corso Umberto, che taglia a mezza costa quasi tutto il centro, è la via principale del paese, sulla quale gravitano il celebre Collegio ( 1774) intitolato al suo fondatore, don Ignazio Capizzi; la Chiesa del Sacro Cuore, la Chiesa del Rosario, la Chiesa di S.Giovanni. Da ricordare che Bronte ha dato i natali a molti uomini illustri tra i quali, oltre a don Ignazio Capizzi, Nicola Spedalieri ( filosofo ), padre Gesualdo De Luca(Storico), Benedetto Radice ( storico ). Bronte trae origini dal ciclope Bronte ( che vuol dire "tuono". Bronte ed i suoi fratelli Sterope ("lampo") e Piracmon ("incudine ardente"), al servizio del dio Vulcano, erano stati condannati a lavorare presso la fucina del dio dentro le viscere dell’Etna con il compito di fabbricare i fulmini di Giove e le armi degli eroi. Il mito sembra accreditato anche da Virgilio che nei suoi versi narra di Bronte e dei suoi due amici fabbri nell’officina divina ("All'interno d'un ampio antro manipolavano il ferro i Ciclopi Bronte, Stèrope e, nudo le membra ,Piràcmon"). Sull’antica origine di Bronte dal punto di vista storico, si hanno però poche documentate notizie e peraltro esistono solo alcuni ruderi che ne testimoniano l’antica nascita.Secondo alcuni studiosi, la sua nascita risalirebbe ai Sicani.L’Odissea di Omero è il più antico libro nel quale si parla della Sicilia, allora chiamata Siikanie e, nello stesso libro, si parla di Siculi. Tucidite (guerra del Peloponneso) ci tramanda che i più antichi abitanti dell’Isola fossero i Ciclopi e i Lestrigoni.Di ambedue non ci dice né la provenienza né a quali popoli appartenessero.Nella parte occidentale della Sicilia erano insediati i Troiani che presero il nome di Elimi ed erano concentrati tra Erice e Segesta.Per ultimo, nell’isola si stabilirono i Siculi provenienti, secondo alcuni storici, dalla parte meridionale dell’Italia, perché scacciati dagli Opici. Questi, i siculi, con la forza delle armi, occuparono parte della Sicilia orientale e relegarono i Sicani nella parte occidentale dell’Etna.Qui appunto avrebbero fondato Bronte. In due contrade ai piedi dell'Etna (Musa e Zucca) abitarono certamente gruppi di antichi Sìculi, spinti successivamente da terribili eruzioni ad andare verso posti più sicuri che potrebbero essere stati Maletto, Santa Vènera, Rocca Calanna, Cisterna, Corvo, ecc.. Testimoniano quanto sopra detto le numerose cellette funerarie a forma di forni (i "gruttitti") rinvenute nelle grotte tra Maniace, Maletto e Bronte (un tipico esempio sono quelli presenti alla base della Rocca Calanna di contrada Difesa e quelle di contrada Contura, a pochi chilometri da Bronte), le tracce di villaggi rupestri e le capanne preistoriche ( "i pagghiari") sparse su tutto il territorio compreso tra Randazzo e Adrano.In un'area che confina con il territorio di Maletto (contrada Santa Venera) sono stati scoperti resti di una cinta muraria del periodo siculo e di abitazioni dalla forma circolare, quadrata e poligonale, unitamente a frammenti di vasi in terracotta e oggetti in bronzo. Altre testimonianze sono state rinvenute nelle contrade: Fontanamurata, Mangiasarde, Margiogrande, Cisterna, Primaria, Rinazzo, Contura, Barbaro, Fontanazza, Marotta, Sciarotta, Cantera, Serra Stivala, Bolo, Tartaraci. Il rinvenimento di altri reperti archeologici (mattoni, sepolcri, oggetti funebri, anfore, monete e medaqlie) e di vasi di fine argilla rivela anche la presenza nel nostro territorio di coloni greci; quindi, di passaggio, vi furono eserciti romani, cartaginesi e siracusani.Si colgono anche tracce incontrovertibili dell’influenza araba quali i riferimenti topografici (Piano Saraceno, Grotta Saracena, etc.) o il gran numero di parole arabe presenti nel dialetto brontese. (info di caratttere storico BronteInsieme) |
vista panoramica di bronte (foto bronteinsieme)
Corso Umberto, corso principale del paese
immagine raffigurante i ciclopi: Bronte,Sterope,Piracmon e Polifemo
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